SCC - Sémiotique de l'écriture
Pubblicazione originale : Sémiotique de l'écriture

Documentazione ipermedia :
Semiotica della scrittura




Français English Italiano


Semiotica della scrittura
Dispensa didattica per i corsi di comunicazione di livello "master" (laurea magistrale o quinquennale)
Home Filmati Tematiche Lessico

Lista dei filmati


Titolo Descrizione Durata
 Definizione della semiotica della scrittura  Yves Jeanneret sostiene che la semiotica della scrittura non fornisce una sola definizione di scrittura ma rappresenta un campo di ricerca piuttosto eterogeneo. Egli in particolare è interessato al legame tra lingua e pensiero, tra semiotica e tecnica. Storicamente la semiotica della scrittura si sviluppa a partire da una polemica, quella rivolta alla riduzione della scrittura alla lingua.  00:04:26
 Definizione della scrittura  La nozione di "scrittura", osserva Yves Jeanneret, nella cultura occidentale viene sempre a coincidere con quella di scrittura alfabetica. Seguendo Anne-Marie Christine nelle sue riflessioni Jeanneret invece definisce la scrittura come un oggetto aperto che corrisponde ogni volta a differenti modalità d'uso, fatte proprie dall'uomo per rappresentare il linguaggio nell'immagine.  00:04:25
 La scrittura come mediazione del pensiero  Yves Jeanneret sostiene che la scrittura consente una mediazione tecnica del pensiero, ciò che è in gioco è la dimensione della traccia piuttosto che del segno: la scrittura è costruzione di un oggetto e l'oggetto comporta delle tracce. Jeanneret propone una visione della semiotica della scrittura in termini di relazione tra tre diversi approcci: scrittura come matiera significante, scrittura come processo, scrittura come risorsa intellettuale.  00:04:02
 La formattazione del pensiero  Riferendosi al pensiero di Roger Chartier, Yves Jeanneret sostiene che l'oggetto scritto prefigura ciò che potrebbe avvenire nella comunicazione. La scrittura è comunicazione mediatizzata dalla fabbricazione. Molto diverso è ciò che accade nel caso della parola. Un tipo di comunicazione che Jeanneret definisce "continuo". La comunicazione nella scrittura s'incarna in oggetti materiali che portano in sé, nella forma, le proprie condizioni d'uso e che sono separati dagli individui. Una definizione possibile tanto per la scrittura che per la lettura è quella di "iscrizione corporea".  00:06:46
 La scrittura attraverso la filosofia di Jacques Derrida  Secondo Yves Jeanneret nella riflessione di Jacques Derrida ritroviamo un'apertura verso una filosofia della traccia: la sua iscrizione; i percorsi possibili. Il pensiero di Derrida permette di riabilitare l'esteriore, la disseminazione e tutto ciò che si contrappone alla ricerca dell'origine, tendenza, questa, dominante nella linguistica della parola. Questo interessamento per il destino sociale degli oggetti si riflette anche nel modello decostruzionista. Il gesto di decostruzione è infatti in grado di mostrare la dinamica e le tendenze che attraversano il testo, irriducibili ai soli concetti di coerenza e intenzionalità.  00:06:49
 I passi dello strutturalismo in rapporto all'eredità della linguistica  La questione posta dallo strutturalismo è ben diversa da ciò che si intende con "imperialismo della linguisitica". La teoria di Hjelmslev mostra come la ricerca di un piano del contenuto e di un piano dell'espressione sia estendibile al di fuori della linguistica. La pratica strutturale resta, secondo Jeanneret, una pratica necessaria: bisogna sempre riconoscere, come sosteneva Roland Barthes e del resto continua a ribadire Paolo Fabbri, che i sistemi semiotici seppure flessibili presentano sempre una certa stabilità.  00:04:43
 Il rapporto tra la lingua e gli altri sistemi di segni  Il rapporto particolare che si crea tra codice e percezione, mobilitato dalla scrittura, non è descrivibile attraverso le stesse categorie che vengono usate per la lingua. Yves Jeanneret critica l'egemonia della lingua riconducibile alla linguistica strutturale.  00:03:33
 Gli obiettivi della semiotica  Yves Jeanneret critica l'atteggiamento di quei semiotici che mettono in rapporto ad un unico modello del percorso di senso molte cose tra loro eterogenee. Citando nella fattispecie Greimas, Jeanneret osserva che alcuni testi presentano un livello iconico che è altrettanto importante rispetto alle strutture narrative.  00:02:08
 L'analisi semiotica attraverso le altre discipline  Yves Jeanneret sostiene che tutte le scienze sociali studiano in qualche modo la vita dei segni e che tutti i ricercatori sono un po' "semiotici". In particolare Jeanneret è interessato al dialogo tra antropologia e semiotica, le quali pensano alla vita dei segni in maniera antitetica. A proposito della semiotica egli critica il fatto che i semiotici cercano i sistemi di segni sempre sullo sfondo di un contratto, di una convenzione.  00:07:31
 La stabilità dell'oggetto scritto  Yves Jeanneret, ricordando l'idea della chiusura del testo, sempre criticata nel pensiero di Barthes, sostiene che è la stessa chiusura del testo scritto a permettere la sua apertura verso differenti interpretazioni in relazione ai possibili usi e contesti.  00:02:26
 Lo scritto informatizzato  Lo "scritto dello schermo" (écrit d'écran), dice Yves Jeanneret, è un oggetto che si offre a molteplici usi, che legittima la propria costruzione in quanto oggetto empirico e teorico secondo diversi approcci. Jeanneret è sopratutto interessato al rapporto tra semiotica e tecnica che si stabilisce attraverso la materialità visiva della scrittura, così come alle possibilità che l'informatica offre alla circolazione e all'appropriazione sociale dei testi.  00:10:46
 L'approccio attraverso l'ipertesto nella riflessione sulla scrittura informatizzata  Yves Jeanneret spiega come l'approccio attraverso l'ipertesto abbia dominato il primo periodo della riflessione sulla scrittura informatica. Questo era basato sull'opposizione tra testo e ipertesto, tra chiusura e apertura, tra rigidità e flessibilità. L'antitesi tra testo e ipertesto divenne molto presto una categoria sia descrittiva che normativa, sia poetica.  00:07:56
 L'organizzazione della semiotica audiovisiva  Secondo Yves Jeanneret il senso lo si trova in ciò che intendiamo quando si parla di manipolazione, interpretazione o qualificazione. Quello che i semiotici dovrebbero cercare, secondo Jeanneret, non è il senso ma la sua prospettiva. La semiotica visiva fornisce un quadro generale in cui leggere l'organizzazione di elementi semiotici come lo "scritto dello schermo" (écrit d'écran), che definisce la semiotica dell'organizzazione dei segni sullo schermo o il "testo di rete" (texte de réseau) che descrive il tipo di produzione testuale che si pluralizza con tale semiotica (surdeterminazione della semiotica). Jeanneret riporta come esempio la ricerca di una giovane dottoranda, Sarah Label, sulle trasformazioni mediatiche che colpiscono la città e la materilità urbana, con tutte le implicazioni relative all'ordine di produrre una città virtuale, una città digitale.  00:11:25
 La ricerca sulla memoria e la scrittura informatizzata  Yves Jeanneret lavora con un gruppo di ricerca interessato al rapporto tra memoria e scrittura informatizzata. La questione è posta in termini di memoria come traccia, come testo e come uso, in rapporto al supporto informatico.  00:02:35
 Architesto e stereotipo  Yves Jeanneret s'interroga a proposito dell'Architesto informatico (le chat o i motori di ricerca ne sono un esempio) in relazione alla definizione di "stereotipo". L'Architesto infatti non è stabile, si riproduce sempre trasformandosi. Le dinamiche tra codice sociale, pratica culturale e iscrizione materiale sono al centro della questione circa la sua plasticità.  00:13:37
 Architesto e genere  Yves Jeanneret considera la scrittura dell'Architesto come un processo che legittima la continua convocazione dei generi, in altri temini è attraverso la lettura e la manipolazione degli oggetti informatici che viene ogni volta riconvocato un certo passato piuttosto che un altro, diversi generi, diverse dinamiche a loro volta descrivibili in termini sociopolitici.  00:03:00
 Architesto e società  Yves Jeanneret definisce l'Architesto come dispositivo tecnico di un'enunciazione editoriale. Seguendo Roger Carthier lo si può ricondurre all'automatizzazione dei processi di scrittura. L'Architesto, dice dunque Jeanneret, è una scrittura delle condizioni di scrittura: ciò che viene riscritto è ciò che è stato già a sua volta scritto. Jeanneret inoltre richiama l'attenzione sul legame che intercorre tra media e pratiche sociali, riportando l'esempio di alcuni casi presi dalla storia dello sviluppo di alcuni media.  00:06:44




Home - Note legali - Credits
Semiotica della scrittura, 19/12/2008 17:23:40







Ultimi aggiornamenti 04/12/2008
All rights reserved © ESCoM 2008
Aiuto - Piano del sito - Contatti - Menzioni legali -
http://www.archivesaudiovisuelles.fr